Il fast fashion è oggi uno dei modelli produttivi più diffusi nel settore dell’abbigliamento: prezzi bassi, collezioni sempre nuove e capi che arrivano nei negozi in tempi rapidissimi. Dietro questa apparente convenienza, però, si nasconde un sistema che produce impatti ambientali, sociali ed economici sempre più gravi. Per questo il fast fashion è diventato un problema globale che richiede consapevolezza, responsabilità collettiva e azioni concrete.
In questa direzione si inserisce il progetto di Educazione Ambientale “R’INTRECCI – Creatività, Consapevolezza e Sostenibilità”, avviato dal nostro CEAS. L’iniziativa si ispira alla Strategia Regionale e Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e punta a costruire una cultura della sostenibilità attraverso percorsi educativi capaci di far comprendere la portata del fenomeno del fast fashion e di promuovere comportamenti più responsabili.
Il progetto definisce obiettivi e azioni per contrastare la diffusione della moda “usa e getta”, sempre più radicata soprattutto tra i più giovani. L’intento è duplice: da un lato analizzare il panorama globale del fast fashion, dall’altro indagare le abitudini di acquisto delle comunità locali. L’obiettivo finale è promuovere buone pratiche di economia circolare e modelli di consumo più sostenibili, contribuendo a ridurre gli impatti ambientali, etici, sociali ed economici legati al settore moda.

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