R’Intrecci – Fast fashion, moda circolare e upcycling con la scuola di Lula

Nella scuola secondaria di primo grado di Lula, abbiamo aperto un dialogo che parte da una domanda semplice solo in apparenza: da dove arrivano i nostri vestiti?
Da qui è iniziato un percorso che ha portato i ragazzi a scoprire cosa si nasconde dietro il mondo del fast fashion: filiere lunghe, consumi elevati, impatti ambientali e sociali che spesso restano invisibili. Da questa consapevolezza nasce la possibilità di immaginare alternative. Si è parlato allora di moda circolare: riuso, riparazione, trasformazione, scambio. Un modo diverso di vivere i vestiti, più lento e più attento, che restituisce valore agli oggetti e responsabilità alle nostre scelte. I ragazzi scoprono che la sostenibilità non è un concetto astratto, ma un insieme di gesti quotidiani che possono cambiare il modo in cui abitiamo il mondo. A questo punto la domanda arriva spontanea: cosa possiamo fare noi, concretamente? 
La risposta è stato il laboratorio di upcycling che diventa il luogo in cui le idee prendono forma. Gli studenti progettano, scelgono materiali recuperati, misurano, tagliano, cuciono. Ogni borsello, ogni pochette è diverso dall’altro: unico, irripetibile, frutto di creatività e cura.
I ragazzi hanno scoperto che trasformare un vecchio tessuto in un nuovo oggetto non è solo un esercizio creativo, ma un modo per dare valore a ciò che già esiste, per ridurre gli sprechi, per immaginare un futuro più responsabile.






Il progetto “R’INTRECCI – Creatività, Consapevolezza e Sostenibilità” è finanziato dalla RAS nell'ambito del Bando per il finanziamento di progetti di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile sulla tematica della “fast fashion” destinato agli enti pubblici titolari di CEAS iscritti nella sezione A del RERC (DGR n. 35/69 del 4.7.2025 – Azione 2)



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